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Umanisti in Oltregiogo. Lettere e Arti fra XVI e XIX secolo

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È uscito il volume Umanisti iumanisti in  oltregiogon Oltregiogo. Lettere e Arti fra XVI e XIX secolo, a cura di Gianluca Ameri, edito dal Centro Studi “In Novitate” Onlus con il fondamentale contributo della fondazione CRT.

Il volume contiene gli atti del convegno che si è svolto nella sede SOMS di Arquata Scrivia il 30 settembre 2012.

 

 

Come rileva il curatore nella nota d’apertura, l’idea di dedicare una giornata di studi ad alcune figure di umanisti, nati in Oltregiogo (l’arquatese Paolo Pansa, il novese Lorenzo Capelloni) o qui attivi per un significativo periodo di tempo (il genovese Carlo Innocenzo Frugoni, il dalmata Marco Faustino Gagliuffi) è nata da una serie di riflessioni sulla necessità di mettere in valore – e quindi “narrare” – le specificità culturali di questo territorio, tanto fluide quanto è precisa invece, la sua fisionomia storica e geografica. Le relazioni evocano figure di scrittori, trattatisti, poeti, ai quali è dedicato un ricordo nella toponomastica cittadina – a Genova, Novi, Arquata - ma che per il resto hanno condiviso con altri compagni di strada un oblio immeritato nella memoria collettiva, e una posizione defilata negli studi anche specialistici. A questo gap rimediano, per quanto possibile, le monografie presenti nel volume, interamente impostato sul binomio letteratura/arte e sviluppato lungo la direttrice cronologica che dal Cinquecento porta al primo Ottocento. Così Paolo Pansa, autore della Vita del Gran Pontefice Innocenzo IV, uscita postuma come strumento propagandistico delle vicende dinastiche studiate da Marina Firpo, è testimone della magnificenza del palazzo dei Fieschi sul colle di Carignano, posto da Lauro Magnani a esempio della cultura abitativa delle élites cittadine nel primo Cinquecento. Lorenzo Capelloni, sensibilmente inserito da Davide Arecco nella pléiade del pensiero politico che ha le sue coordinate in Machiavelli e Guicciardini, si ritrova probabile concepteur del programma di apparati effimeri allestiti per l’”hospitaggio” di Filippo d’Asburgo a Genova nel 1548, secondo la felice ipotesi di Laura Stagno. Il coinvolgimento dell’arcade Carlo Innocenzo Frugoni nella versione poetica settecentesca del Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno è riesaminato da Franco Arato, che lo intreccia alla decorazione di Domenico Parodi per la demolita villa Durazzo di Romairone a Genova San Quirico; una delle ville Durazzo come quella di Novi Ligure oggetto della puntuale analisi di Daniele Barbieri. E alla committenza della stessa famiglia genovese, e alla mano di Giovanni David, nativo di Cabella Ligure, Beppe Merlano propone di ascrivere alcuni brani pittorici novesi già assegnati a Giovanni e Antonio Muratori. Infine, Faustino Gagliuffi è scorciato sullo sfondo della cultura del suo tempo da Roberto Benso, mentre Isidoro Parodi compie un’analisi “ambientale” delle epigrafi superstiti tra quelle dettate da Gagliuffi a Novi e nel novese. Il volume verrà presentato dal Prof. Ennio Gualco all’Unitre di Novi Ligure il 24 aprile 2014.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Novembre 2013 19:50