Banner

Sezione Multimediale

Cerca nel sito

Feed RSS

Sondaggio

Conosci la rivista "INNOVITATE"?



Risultati

Nuovo numero della nostra rivista: novembre 2012

  • PDF

In questi giorni gli associati al Centro Studi stanno ricevendo a mezzo posta il nuovo numero della rivista IN Novitate. Il fascilo  (numero 54 di novembre 2012 della Rivista) è un numero più corposo del solito con una piacevole sorpresa il calendario del Centro Studi In Novitatnovembre2012e che ci accompagnera' per tutto il 2013.

Di seguito l'editoriale a cura di Roberto Benso

Con le iniziative culturali sintetizzate nella rubrica Fatti e Persone, anche il numero 54 di novembre 2012 della Rivista, sovradimensionato per le numerose collaborazioni pervenute, testimonia la vitalità del Centro Studi In Novitate, al quale è stata riconosciuta la qualifica ONLUS dal 19 giugno 2012.

Ulteriore motivo per proseguire in autonomia un cammino ini-ziato da molti anni “con un ben preciso programma, che non suonerà mai contrapposizione con alcuno in materia di vita culturale novese, ora che il problema è stato sollevato con tanto garbo e varietà di umori”. La notazione, virgolettata e testuale, dei soci fondatori, è contenuta alla pagina 1 del primo  numero unico della Rivista (dicembre 1983), e ancor oggi non  si potrebbe dire più e meglio.

 

Dalle parole ai fatti.

Giuseppe Rocca, con la consueta compiutezza di analisi, propone una geostoria della vitivicoltura nell’Oltregiogo, elemento di primo piano nella definizione di numerose tipologie di paesaggio agrario. Uno scenario perspicuamente investigato che testimonia la fondamentale presenza d’una attività destinata ad attivare, fra l’altro, i fattori di sviluppo turi-stico del territorio. Come osserva l’Autore infatti, anche nell’Oltregiogo Novese e Ovadese i comuni in cui si sono registrati, nel periodo 2002-2010, i maggiori incrementi in termini di capacità ricettiva, sono proprio quelli a più spiccata vocazione vitivinicola.

Segue un articolo riferito ai conflitti socio sindacali nella città di Novi fra Ottocento e Novecento, reperito nell’archivio del prof. Serafino Cavazza, che mostra, in controluce, il fer-mento d’una realtà economica e produttiva caratterizzata da istanze sociali e crescita industriale. Lavoro circostanziato ed esaustivo, conservato fra le schede dattiloscritte che il nostro compianto Presidente stava ordinando per la pubblicazione e gentilmente messo a disposizione dalla prof. Concetta Torregrossa Cavazza, che ringraziamo.

Ancora specificamente mirata alla città di Novi, è la singolare cronaca della galleria del pozzo del Lodolino; cronaca ricomposta da Mario Cabella, che del manufatto e dei protagonisti conserva memoria diretta, ed offre al lettore lo spaccato d’epoca d’una società scomparsa, per le “tumultuose trasformazioni che in mezzo secolo hanno completamente cambiato i connotati [non so quanto in meglio - postilla l’Autore] al nostro territorio”.

Chiara Parente, collaboratrice d'arte e di cultura per le riviste "Medioevo", "Terre del vino" e "Oltre", evoca la seducente storia dei corzetti. Un viaggio a ritroso nel tempo, da nord a sud della penisola, alla ricerca di parenti e affini – scopriamo che sono molti – di questo caratteristico piatto novese (caratteristico soprattutto per lo stampo con cui viene realizzato), e insieme arcaico patrimonio della cucina regionale italiana, da tutelare e da salvaguardare.

Gavi, nel suo passato millenario, ha conosciuto assortite e variegate signorie. Andrea Merlo rievoca il breve e non particolarmente commendevole dominio di Facino Cane sulla città, traccia una compiuta biografia del condottiero e si sofferma sulla tragica sorte della ve-dova di Facino, Beatrice. Vicenda crudele, al di là delle romanticherie in versi e in musica, che suscita ancor oggi un impulso di umana pietà.

Sergio Pedemonte elabora un’attenta ricostruzione del sistema viario della media valle Scrivia, sviluppato in oltre duemila anni dalla romana Postumia ai collegamenti ferroviari ai più recenti percorsi autostradali. Lavoro dettagliato e approfondito, nel quale la storia, la geografia del territorio, l’archeologia, si sommano e si integrano con le immagini di realtà in gran parte scomparse. Testimonianze residue di un passato che si va obliterando anche nella memoria, e di cui spesso sopravvive unicamente l’esigua traccia materiale o l’episo-dico reperto d’archivio.

Guido Galliano prosegue l’esame delle grandi figure rappresentative dell’età dei Lumi, scese in Italia secondo il costume del Grand Tour, che hanno legato il loro nome al transito fra Piemonte e Liguria: filosofi, letterati, scienziati… È così il turno di Charles De Brosses, studioso enciclopedico e versatile di storia, arte, archeologia, geografia, linguistica, il qua-le, di passaggio a Novi, ne fissa una sintetica memoria in cui emergono la sua vocazione per l’arte e le sue propensioni di gourmet: “Novi, l’ultima città dello Stato di Genova, si vanta di possedere affreschi e sorbetti eccellenti”.

I “Tempi duri” di Dino Oddone sono quelli della seconda guerra mondiale, evocati nelle piccole realtà quotidiane – i viaggi in treno nei vagoni sovraffollati; la “borsa nera”, il “conferimento del grano” – o nelle scelte di coloro, uomini e donne, che rischiarono di persona per assicurare a se stessi e agli altri un avvenire più giusto e più umano. Il professor Oddone è tornato in cattedra, ma questa, più che una lezione di storia, è una lezione di vita.

Il saggio di Pietro Barozzi delinea la vicenda umana e “politica” di Barisone d’Arborea, incoronato re di Sardegna da Federico Barbarossa contro pagamento di una ingente somma – quattromila marchi d’argento – ottenuta in prestito dai Genovesi e mai restituita. Per questa ragione, il fantomatico “Re” fu trattenuto agli “arresti domiciliari”, per otto anni, nel palazzo che prospetta sulla piazzetta del centro storico di Genova che poi gli sarà intitolata. Dorata prigionia, in realtà, come dimostra il fatto che egli sia considerato capostipite dei numerosi Barisone, Barisione (e anche Barigione) ancora presenti nel capoluogo ligure.

La ricerca di Cinzia Delprete su Villanova Monferrato, attualmente il centro abitato più set-tentrionale della Provincia di Alessandria a lungo conteso, per la sua particolare localiz-zazione, tra il vescovo eusebiano, il Comune di Vercelli e i marchesi di Monferrato, confer-ma, se ancora ve ne fosse bisogno, l’attenzione del Centro Studi nei confronti dei giovani ri-cercatori che iniziano il loro cammino nella pubblicistica storica.

Conferma ribadita dalla monografia di Matteo Scuro relativa alla Filanda di Voltaggio, opificio per il quale non mancano lavori divulgativi e specialistici, ma di cui l’Autore ricostruisce le vicende imprenditoriali e operative attingendo ad inedite fonti archivistiche private, che gettano nuova luce sull’unica intrapresa industriale operativa nell’alta Valle del Lemme tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni Quaranta del secolo scorso.

Per la rubrica “Storia e Memoria del Novecento”, Paolo Brassesco e Mauro Valerio Pastorino esaminano un singolare documento recuperato nella vecchia sede comunale di Carsi di Valbrevenna. Un “quaderno delle composizioni” scritto e disegnato nel 1942 da una bimba che frequentava in quell’anno a Roma, la 4a o 5a classe delle scuole elementari. Un quaderno misterioso, in realtà, poiché non è stato appurato come sia finito, da Roma, in un piccolo centro dell’Appennino Ligure. Ma insieme un reperto prezioso, che fornisce autenti-ci spaccati di vita quotidiana, e testimonia quale fosse l’opera di convincimento e di in-fluenza della propaganda di regime sui bambini, ma anche la non occultabile situazione di sofferenza causata dalla guerra.

Conclude la serie di monografie, per la Rubrica “Dossier”, l’articolo di Gian Camillo Cortemiglia docente presso la Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Genova, che sviluppa un’analisi climatica della serie termometrica storica di Tortona rigorosamente tecnica e supportata da puntuali elaborazioni statistiche. Analisi specialistica di alto profilo, realizzata da un autore che ci onora della sua collaborazione; componente, è opportuno ricordarlo, della spedizione che nel 1976 fondò in Antartide, a margine dell’Admiral Bay, la prima base scientifica italiana, dedicata all’esploratore Giacomo Bove.

Dino Bergaglio ci riporta all’ambito novese, con una manciata di similitudini in cui mette a confronto il dialetto di Novi con quello di Tassarolo; e schiettamente novesi sono anche le ricette di Teresa Bozzone (questa volta il menù prevede le “tagliatelle della nonna”) e le poesie di Francaurelia Cabella, che rievoca la mitica figura di “Pantaló? è barbé”, mentre Remo Masino ci conduce, nel vernacolo di Pasturana, in un viaggio a ritroso nel tempo, fra gli antichi “kastañoun-ni ‘dl’Arsipréve”.

Chiudono la Rivista le recensioni delle numerose pubblicazioni pervenute, la rubrica “Fatti e Persone” e la cronaca dell’assegnazione del Premio Torre d’Oro 2012 alla Società Ginnastica “Forza e Virtù 1892”, espressione d’élite, con le sue sette “maglie azzurre”, dello sport novese.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Dicembre 2012 13:33