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Le Trunere nella Pozzolasca

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Il borgo pozzolese, tanto caro al canonico e storico Bottazzi, è situato in quella parte del territorio alessandrino denominato Frascheta. Infatti si trova al centro del triangolo Novi-Tortona-Alessandria, in una lingua di terra che scende dai preappennini di Gavi al Po ed è fiancheggiata da due fiumi: la Scrivia e l’Orba.

È una terra rossa, per la presenza di ferro e allu-minio, che da sempre è stata un importante materia-le da costruzione. Ricordiamo tra i popoli che usa-rono la terra per costruire lo loro abitazioni gli anti-chi Egizi, gli Etruschi, i Romani, gli abitanti dell’Africa settentrionale, i Francesi, gli Spagnoli, i Portoghesi ed infine, in Italia, gli abitanti di numerose re- gioni.

Costruire le case di terra è proprio della società contadina che provvede alle sue necessità di vita e di lavoro con i mezzi che trova nel proprio ambiente. Tali costruzioni assumono il nome di trunére e la tecnica adoperata è quella della terra battuta (pisé) e compressa con un attrezzo in legno in una cassaforma.

 

Sia nel centro storico di Pozzolo che in periferia, fino al termine della seconda guerra mondiale, quasi tutte le abitazioni sono state costruite in terra battuta mentre le fondamenta sono costituite di ciottoli e di qualche mattone crudo. In diverse troviamo pilastri angolari costruiti con mattoni crudi o cotti.

Nelle zone al confine con le località di Levata, Pollastra e Rivalta Scrivia le costruzioni sono com-pletamente in terra battuta, specialmente i cascinotti di modeste dimensioni con il loro pozzo, il pollaio, il forno e il ricovero per gli attrezzi.

Solitamente queste ultime modeste costruzioni so-no posizionate in fianco o davanti all’abitazione principale.

Per l’importanza che hanno avuto le trunére nei vari periodi della storia, sia per praticità del reperimento dei materiali che per l’economia in generale, vi sono tanti studi sull’argomento ed anche in Pie-monte diverse istituzioni si sono interessate al pro-blema. Ricorderemo la Legge Regionale n. 2 “Norme per la valorizzazione delle costruzioni in terra cruda”, inoltre la città di Novi Ligure, nel 1997, ha organizzato un Congresso Internazionale sulle co-struzioni in terra cruda e la città di Alessandria, nel 2007, si è fatta promotrice del convegno “La terra come materiale da costruzione”.

Nelle loro opere gli studiosi e storici pozzolesi hanno divulgato la tecnica delle costruzioni delle case in terra battuta. Ricordiamo don Severino Ghezzi ed il dottor Mario Silvano fondatore della Pro loco Pozzolese ed autore di diversi articoli sulle trunére pozzolesi nelle riviste della sopracitata associazione.

Le loro fatiche non sono state vane in quanto a Pozzolo nelle istituzioni scolastiche l’argomento è sempre stato trattato ed è anche sorta l’Associazione la Frascheta che “intende promuovere con esclusive finalità di solidarietà l’aggregazione sociale, lo scambio culturale e il confronto democratico tra i cittadini”.

Tale associazione, nell’anno scolastico 2009 – 2010, ha organizzato un Laboratorio Didattico per la scuola primaria “E. Fermi” dal titolo Le case di terra della Frascheta tra memoria e realtà, con lo scopo di far conoscere ai giovani le caratteristiche di queste architetture del passato costruite in sinto-nia con l’ambiente naturale.

L’attività degli alunni è iniziata con lezioni tenute da esperti e con l’intervento di qualche genitore e nonno. Le uscite per le vie del paese sono servite per osservare e documentare, mediante la fotografia, le antiche case di terra. Infine, attraverso il labo-ratorio pratico di attività artistico – espressiva, i giovani discenti in collaborazione con volontari e le insegnanti hanno realizzato una piccola edicola vo-tiva.

Sempre nello stesso anno scolastico la Biblioteca Comunale “Caterina Demarco” in collaborazione con gli insegnanti delle classi della scuola media statale “Dante Alighieri” ha proposto agli alunni un’attività didattica con lo scopo di riscoprire sul terri-torio pozzolese case che rappresentano un patrimo-nio del passato che non deve essere assolutamente dimenticato.

L’attività del laboratorio Case di Terra è iniziata con ricerche individuali e di gruppo sulle trasformazioni avvenute nella Frascheta nei tempi più antichi ed è proseguita con la scoperta dei lati positivi delle costruzioni in terra cruda. In diverse uscite sul territorio sono stati individuati dai giovani studenti diversi immobili sia del centro storico di Pozzolo che della campagna, i quali hanno permesso di conosce-re, con la guida di esperti, di genitori e di qualche nonno, le tecniche di costruzione delle trunére e di scoprire l’importanza del loro recupero.

Alla conclusione dell’impegno di un intero anno scolastico è stato redatto un prezioso volumetto dal titolo Pozzolo Formigaro e le case di terra che raccoglie le esperienze fatte nel corso dell’attività didattica.

I giovani ed i meno giovani abitanti di Pozzolo conoscono l’originalità delle case in terra in cui molti vivono ancora anche se in gran parte sono state ristrutturate. Le modifiche apportate e le comodità of-ferte dalla vita dei nostri giorni non fanno passare in secondo ordine le caratteristiche importantissime delle trunére.

Gli studiosi e gli esperti, in primo luogo, mettono in evidenza l’autarchia edilizia al cento per cento delle case in terra battuta e, quindi, principalmente il lato economico.

Tra i tanti benefici dell’argilla usata nelle costruzioni dobbiamo ricordare che è totalmente “atossica” ed ha effetti benefici sulla salute. Inoltre tale materiale naturale bene si sposa con il legno in quan-to assorbe l’umidità e riduce il sorgere di problemi dovuti a micosi ed insetti, poi l’argilla ha la capacità di assorbire e neutralizzare odori e fumi, regola il microclima e permette di avere locali freschi in esta-te ed accumula il calore per l’inverno. Sempre que-sto materiale da costruzione è un buon isolante acu-stico e rinsalda il legame tra uomo e natura.

Osservando le ristrutturazioni delle case pozzolesi in terra battuta scopriamo che l’intonaco vi aderisce perfettamente e quindi si possono decorare e-sternamente come qualsiasi altra costruzione, è faci-le adattarvi davanzali nuovi, balconi e cornicioni, rilievi in cemento e in pietra.

Naturalmente esistono dei limiti a queste case. In generale non superano in altezza i due piani, tranne qualche eccezione. Le disposizioni interne sono semplici, le aperture normali e l’estensione planimetrica non ha limiti (nell’ottica costruttiva).

Oggi non mancano esempi di costruzioni in terra battuta, naturalmente utilizzando le moderne tecnologie edilizie dettate da studi di settore.

Le realizzazioni sfruttano la costruzione in terra di pareti portanti a vista dall’esterno. Troviamo qualche costruzione in Germania, in Svizzera ed anche in ItaliaSorridente!!!

Autore dell'articolo Dario Grassi

(In Novitate Maggio 2012 - Articolo Grassi pp. 89-92)

Bibliografia

P. Barozzi, Le trunére della Frascheta nella Piana di Alessandria, in “In Novitate”, novembre 2011, pp. 7-20.

S. Ghezzi, Pozzolo 800, Novi Ligure, Arti Grafiche No-vesi, 1958.

S. Ghezzi, Due Conventi Medievali in Pozzolo Formiga-ro, Arti Grafiche Novesi, Novi Ligure, 1955.

C. Silvano, L’ultimo battitore di case, in “La Rosta” n.u. a cura della Pro Loco, Pozzolo Formigaro, 1972, pp. 73-81.

AA.VV. Il recupero del patrimonio in terra nell’Ales-sandrino. Atti del Convegno Internazionale 18-19 aprile 1997 organizzato dal Comune di Novi Ligure, tip. Nuova Alta Genova, 2004.

Associazione la Frascheta, Le case di terra della Fra-scheta, dattiloscritto, Pozzolo Formigaro, giugno 2009.

Scuola Media Statale “Dante Alighieri”, Le case di terra della Frascheta tra memoria e realtà, Pozzolo For-migaro, giugno 2009.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Febbraio 2013 15:45